venerdì 24 marzo 2017

Corso di scrittura per insegnanti e appassionati di didattica

- insegnanti che hanno elaborato o desiderano elaborare materiale didattico e vogliono strutturarlo per proporlo alle case editrici di scolastica
- a chi insegue il sogno di dedicarsi alla narrativa per l'infanzia per capire come ci si rivolge a bambini e ragazzi, imparando a creare personaggi e ambientazioni
- agli appassionati di fumetti per impararne i segreti lavorando accanto a un fumettista professionista per cimentarsi nella realizzazione di una graphic novel.
- a chi ama dilettarsi nell'ambito della musica e drammatizzazione

Info: mentenarrativa@gmail.com

venerdì 10 marzo 2017

La scrittura come terapia emozionale

La scrittura terapia si fonda sul presupposto che la possibilità di esprimere le proprie emozioni funga da processo di liberazione psicologica e di approfondimento sull'identità personale.
Comprendere le proprie emozioni descrivendole e osservandole allo specchio, attraverso il processo di scrittura, diviene lenitivo per le ferite, per superare traumi, osservandoli in maniera più matura e distaccata, trovando altresì gli strumenti per superare i momenti più difficile con fermezza e volontà.
La perseveranza nella scrittura aiuta ad affermare l'autodeterminazione necessaria anche per superare momenti di difficoltà e sconforto, che spesso portano le persone a rimanere prigioniere di loro stesse.

Lo scenario emotivo della narrazione

Il genere narrativo è caratterizzato dal coinvolgimento del fattore emozionale che si trasmette dal narratore al lettore o ascoltatore.
La narrazione non è una cronistoria, un resoconto o un elenco di eventi nel loro susseguirsi.
Nella narrazione oltre allo scenario degli accadimenti, c'è lo scenario della coscienza. Il vissuto emotivo e mentale dei protagonisti è pregnante nella storia e diviene contagioso.
Nei testi narrativi la tonalità emotiva è forte ed è in grado di innescare numerose emozioni: curiosità, divertimento, suspance... per arrivare anche a timore, smarrimento, gioia, entusiasmo...

La struttura di una opera narrativa è formata da sequenze, che talvolta corrispondono ai capitoli, ma non necessariamente. 
Più in generale le sequenze narrative sono parti del testo in cui viene descritto lo svolgimento della storia col succedersi dei vari accadimenti (azioni). 
Le sequenze descrittive presentano le ambientazioni e i protagonisti, introducendoli al lettore. A queste si alternano le sequenze riflessive in cui spiegate le emozioni dei personaggi, le loro gioie e le loro angosce; nelle sequenze dialogate avviene un dialogo diretto tra due o più personaggi. 
I testi narrativi sono composti da una equilibrata alternanza di queste sequenze che, incastrandosi tra loro, compongono lo scheletro della storia.

Inventare fiabe insieme ai bambini

Ecco un'idea per intrattenere i bambini inventando fiabe e personaggi fantastici. Questa attività è adatta in particolare ai bambini della scuola primaria.
Si consiglia di suddividere la classe in gruppi di quattro bambini ciascuno. Ogni bambino prende un foglio di carta e lo divide per ottenere 4 biglietti.

giovedì 2 marzo 2017

Comunicare la Scienza

Quando le cellule sane danno a se stesse, al proprio interno, normali messaggi proliferativi (mi serve quella proteina, abbassa questo, alza quest'altro), in realtà attuano esattamente trasporti di massa dal punto di vista molecolare. I loro messaggi non sono telefonate, sono molecole che vanno da un punto all'altro e quando arrivano a destinazione si attaccano a qualcosa, un gene o un enzima, e gli dicono accenditi oppure fai questa determinata cosa. 
Io credo che quando si ha il cancro, questo trasporto delle informazioni avvenga in maniera sregolata, che il "sistema postale" all'interno della cellula non sia più lo stesso e certi messaggi vengano amplificati: qualche volta chissà perché il postino anziché portare una lettera ne fa diecimila copie e le distribuisce in giro. Altre volte, invece, non porta più la lettera e la fa a pezzi. Oppure sceglie di recapitare una certa lettera e ne rifiuta un'altra, creando il caos, destabilizzando l'intelligenza centrale della cellula. Questo scombussolamento complessivo noi lo chiamiamo cancro.
In condizioni normali le cellule sono perfettamente capaci di vedere se stanno bene o se stanno dando i numeri, cioè se cominciano a fare cose in forma patologica. Dispongono cioè di veri e propri controllori interni e quando si rendono conto che stano diventando pericolose per le cellule vicine, si suicidano. Questa è la cosiddetta apoptosi cellulare: la morte programmata. Tutte le cellule sanno che devono morire dopo un certo numero di cicli riproduttivi.
(...)
Il cancro fa parte della nostra vita, tutti noi abbiamo il cancro, centinaia, forse migliaia di volte, nel corso della nostra esistenza. Se mi guardassi dentro, adesso, potrei avere anche cento cancri. Grazie al cielo, però, il sistema immunologico è generalmente capace di trovarli, fermarli, ucciderli. Succede in continuazione.

Tratto dal libro "Il male curabile" di Michele Cucuzza.
La sfida di Mauro Ferrari, il matematico italiano che sta rivoluzionando la lotta ai tumori

venerdì 10 febbraio 2017

L'importanza della narrazione

La narrazione è fondamentale a livello individuale e culturale. L'essere umano ha una predisposizione particolare nell'organizzare l'esperienza in forma narrativa. L'esigenza narrativa risponde al bisogno di ricostruire la realtà, analizzandola e restituendole un preciso significato. Ogni individuo sente il bisogno di definirsi come parte di un contesto più ampio, dandosi scopi e intenzionalità. Gli avvenimenti della vita vengono ricostruiti in maniera tale che siano in linea con questa immagine di sé.
L'importanza della narrazione ha portato autori e studiosi a conferire determinate regole al testo narrativo. È possibile individuare in ogni testo narrativo alcune strutture di base che assolvono a determinate funzioni, in modo da essere facilmente comprese e da offrire una piacevole scorrevolezza e fluidità. Ogni storia viene contestualizzata nella parte iniziale descrivendone l'ambiente e collocandola in un determinato spazio-temporale.

giovedì 9 febbraio 2017

Creatività: un urlo dell'anima

 
Parlando di creatività si può dire di tutto. Ogni cosa può rientrare nell’argomento e tutti oggi ne parlano. Il rischio è quello di di essere banali. E se questo si verifica, crolla ogni fondamento! Infatti, per definizione, la creatività è in netta antitesi con la banalità.
Cercherò, in questo articolo, di presentarvene alcuni aspetti, e in altri arriverò a una parte più pratica relativa agli esercizi per sviluppare il pensiero creativo.

Di fronte alla richiesta di una definizione di creatività, ogni giorno ne darei una diversa e non con voluto intento, ma con la difficoltà di fissare entro determinati argini qualcosa di fluttuante e impalpabile.
Ogni giorno, percepisco la creatività in varie modalità e secondo diversi aspetti. Ognuno di questi non è in antitesi con gli altri, ma ne coglie un’altra sfaccettatura e tutte insieme formano un’immagine in perenne movimento.
Questa immagine mentale, rappresentativa della creatività, come tutto ciò che è in movimento, si spinge verso una forma astratta e incompiuta. È qualcosa di simile all’onda del mare che, con tutta la sua impetuosità, è mossa da una forza inarrestabile.
Dietro l’onda creativa c’è sempre la forza dell’impegno profuso e la capacità di rimandare le gratificazioni.
L’Eureka di Archimede, nello scoprire che un corpo immerso nell’acqua sposta una quantità di liquido pari alla sua massa, non è una lampadina che si accende nel buio della non conoscenza. Rappresenta, invece, l’illuminazione che giunge dopo anni di studi condotti con perseveranza.
Da qui, il modus dicendi ”la creatività non è ispirazione, ma traspirazione”.
Se pensiamo, poi, al lavoro di Alexander Fleming, al sudore possiamo aggiungere anche le lacrime. Infatti, nel suo laboratorio, ancora prima di scoprire il potere antibiotico della muffa, scoprì che le lacrime contengono una sostanza antibiotica naturale che battezzò Lisozima (le sue lacrime caddero su un vetrino dopo ore ed ore di lavoro, portandolo così alla coperta).

Da questo risulta evidente che la capacità di produrre idee e trovare soluzioni innovative è strettamente correlata alle competenze raggiunte in un determinato ambito.
In questo caso, ci stiamo riferendo alla creatività di pensiero e non alla creatività artistica che, presa a sé, sarebbe più corretto definire “originalità espressiva”.